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Non ci vedo ma ti salvo la vita - BLS per non vedenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Giordano Trecca   
venerdì 28 maggio 2010

 La Croce Rossa e l'Unione Italiana Ciechi hanno organizzato un corso di rianimazione cardio polmonare per non vedenti. Le manovre di primo soccorso "adeguate" alla sensibilità tattile

 

 

Per rianimare una persona ci vuole sangue freddo, ma di solito lo si fa ad occhi aperti. Di solito, poiché sabato scorso un gruppo di tre non vedenti dell'Unione Italiana Ciechi ha imparato a praticare massaggio cardiaco e “bocca a bocca”. “BLS al buio”, si chiama appunto l'iniziativa: BLS sta per Basic Life Support, la manovra nota tra i soccorritori di tutto il mondo e che permette di comprimere il torace per far arrivare sangue ossigenato (tramite il "bocca a bocca") al cervello. Bene, da sabato questi tre non vedenti sono in grado di intervenire su di una persona inanimata e tentare di salvargli la vita. (nella foto sopra, il logo dell'iniziativa)
Così è stata stipulata a livello nazionale una convenzione tra Croce Rossa Italiana e Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che la CRI di Varese ha proposto alla sezione Varesina dell’UIC realizzando una lezione teorico-pratica proprio sul tema del BLS, adeguata alle capacità percettive dei non vedenti. Alcune manovre, come la valutazione della coscienza, sono state modificate: oltre alla chiamata del paziente, ad esempio, è stato insegnato come capire se una presona ha gli occhi aperti o meno: mani sulle guance e pollici posati delicatamente sulle palpebre.
Un'altra manovra che viene fatta dai soccorritori è quella del “GAS” (che sta per Guarda se il torace si alza e quindi la persona respira, Ascolta se la persona emette rumori, e Senti se esce aria dalla bocca o dal naso): consiste nel mettersi affianco della persona colpita da arresto cardiaco e verificare l'innalzamento del torace. (nella foto, una volontaria durante l'esercitazione pratica di Varese)
 Già, ma se non ci vedo? Ecco che la manovra diventa “TAS”, cioè Tocca, Ascolta e Senti: il non vedente mette una mano sul torace e grazie alla sua sensibilità riesce a percepire se la persona a terra respira o meno.
La lezione - che si svolta sabato 22 maggio alla sede CRI del Comitato Locale di Varese - è durata 3 ore e si è avuto un momento di lezione e un altro di esercitazione pratica.
Si è parlato di urgenza e gravità, di chiamata al 118, di valutazione del paziente e dulcis in fundo, della rianimazione vera e propria.
Alla lezione hanno partecipato 3 non vedenti e i relativi accompagnatori ai quali la manovra è invece stata insegnata come da protocollo internazionale, ha coinvolto docenti appartenenti alla componente dei Volontari del Soccorso e delle Infermiere Volontarie.
Il comitato Locale della Croce Rossa di Varese ha fatto sapere di restare a disposizione della sezione Varesina dell’UIC e di tutti coloro che sono interessati a questo tipo di esperienza per l’organizzazione di altri momenti formativi.

 

“Ho imparato a dare la vita con un soffio”

Gianni Gucciardo, non vedente dall'età di 11 anni, ha partecipato al corso di rianimazione della Croce Rossa Italiana di Varese. “Un'emozione indescrivibile”

 «Sentire che quando soffiavo nel manichino il torace si alzava e stavo davvero imparando a rianimare una persona...beh, è stata un'esperienza che non sono in grado di raccontare. Una cosa meravigliosa».
Gianni Gucciardo è non vedente. Sabato scorso ha partecipato all'iniziativa promossa assieme alla Croce Rossa Italiana per imparare a rianimare una persona. Il corso ha visto una lezione di tre ore e poi una dimostrazione pratica con “Anna”. Si chiama così infatti il manichino che nelle normali esercitazioni i volontari impiegano per simulare un massaggio cardiaco, o una respirazione bocca a bocca.
«Ora mi sento più sicuro se qualcuno si sente male o ha bisogno: posso fare qualcosa per gli altri in caso di bisogno – racconta Giovanni, contentissimo per l'esperienza. Ho imparato che l'importante è mantenere la calma, e la prima cosa da fare è chiamare il 118, spiegare con tranquillità ciò che succede all'operatore e allertare i soccorsi. Poi si interviene».
Gianni abita a Varese in zona Bizzozero. Ha 61 anni, e da quando ne aveva 11, a causa di un incidente, la sua vita è cambiata: ha dovuto fare i conti col buio. Oggi è un pensionato iperattivo: legge tutti i giorni quotidiani e mail, naviga su internet; dopo una vita di lavoro come telefonista ha deciso di dedicarsi agli altri: è nel consiglio dell'Unione Italiana Ciechi di Varese, organizza manifestazioni ed eventi e non ha saputo dire no neppure a questa sfida.
«Ora l'obiettivo è coinvolgere i più giovani per organizzare un altro corso di bls (è il termine tecnico usato per il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca nda). Devo dire che le istruttrici della Croce Rossa Italiana sono state davvero in gamba perché hanno saputo ben immedesimsrsi nella condizione di un non vedente, apportando le opportune correzioni alle manovre che solitamente vengono fatte dai volontari».

Ultimo aggiornamento ( venerdì 28 maggio 2010 )
 
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